Campagna elettorale: quale comunicazione adottare?

Quando si pianifica la comunicazione per una campagna elettorale è giusto tener presente che gli elettori possono essere segmentati in migliaia di modalità differenti. L’obiettivo è trovare i segmenti più interessanti e attaccarli con comunicazioni specifiche. Non bisogna dimenticare il contesto in cui ci si muove e le variabili esterne alla “pianificazione” che concorrono a modificare il campo di gioco.

 

ufficio stampa in campagna elettorale
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Quali sono le azioni classiche dell’ufficio stampa in campagna elettorale?

  • Partecipa attivamente alla strategia di comunicazione del singolo candidato sviluppando un linguaggio e uno stile di comunicazione efficace, coordinato, coerente.
  • Valuta l’opportunità di intervenire in dibattiti sui mezzi di informazione
  • redige comunicati
  • scrive pubblicazioni
  • scrive interviste e discorsi pubblici.
  • Monitora e interviene nei social media e in generale sul web.

Ad ogni modo, è bene non dimenticare che il programma elettorale serve solo a confermare la convinzione dell’elettore nei confronti di un candidato o un altro.

Meno cose si mettono nel programma, più ci si focalizza, più diventa efficace la comunicazione

Il programma serve per confermare il posizionamento politico.
Individuata la categoria sociale di posizionamento (ambientalismo, animalismo, commercianti, mercatari, pensionati, ecc.) da lì si costruisce un’immagine coordinata. Le categorie possono essere anche tre. In questo modo si conferma la decisione dei sostenitori ed elettori e si rende più facile l’opera di raccolta voti.

Per esempio: se il posizionamento è il tema ambientale, i programmi possono essere: car sharing, piste ciclabili, riapertura dei parchi verdi. Il programma serve a differenziarsi, a rinforzare il posizionamento. Importante anche inserire una garanzia per l’elettore (tipo “se non realizzo questo o quello non mi ricandido” – metterci la faccia, la reputazione)

I social media: risorsa da sfruttare avendo occhio

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L’’80% della nostra comunicazione giornaliera è indirizzata a 5-10 persone massimo. Questo vale sia per la nostra vita online che offline. Ognuno di noi ha relazioni con gruppi molto ristretti di persone. Ciò vuol dire che la maggior parte di noi è in grado di influenzare (elettoralmente) solo poche persone. Su Facebook l’utente medio ha circa 150 amici e relazioni quotidiane con 3-4 persone. Ciò vuol dire che il sostenitore medio può influenzare il voto solo di quelle 3-4 persone che frequenta tutti i giorni. Essere indistinti nella comunicazione è inutile, bisogna instaurare un dialogo personalizzato con ciascun elettore e fare in modo che ciascuno porti in dote il proprio piccolo contributo di voti.

  1. Trovare i sostenitori
  2. Creare una vera comunità
    Non basta trovare i sostenitori bisogna anche farli sentire parte di una comunità che costruisce qualcosa. Per Obama, parliamo di alti livelli, la comunità è stata creata attraverso l’utilizzo di un social network dedicato alla campagna (My.Bo) e attraverso il blog che ha iniettato un forte senso di comunità. Il blog, infatti, ha permesso di condividere le storie dei sostenitori al fronte facendoli sentire parte di una comunità in crescita.
  3. Spronare i sostenitori all’azione – modalità one to one (call to action)
    Spingere queste persone a dare un contributo effettivo alla campagna elettorale. Il sistema usato dallo staff di Obama è stato di affidarsi a una newsletter mirata, personalizzata e ben tarata. Ogni utente riceveva un’email personalizzata in base all’età, interesse, genere e altri fattori rilevanti.
  4. Diffondere il proprio messaggio

Quali errori dobbiamo evitare?

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  1.  Nessun focus nel programma
  2. Nessuna analisi del contesto
  3. Basarsi su un “elettore tipo”. L’elettore generico non esiste.

La comunicazione della campagna elettorale non può rivolgersi a qualcuno che non esiste, un elettore generico.

Il messaggio standard che va bene per tutti in realtà non va bene proprio per nessuno. 

 

E qui si torna ai segmenti elettorali di cui si parlava all’inizio di questo post. Bisogna fare uno sforzo di comprensione, mettersi davanti i dati statistici o quanto abbiamo a disposizione per “profilare” l’audience e trovare il modo per fargli arrivare delle comunicazioni ripetute nel tempo. Chi riceve i nostri messaggi non deve percerpirli come una noia, qualcosa di cui potevamo fare a meno, ma come un’informazione utile, che sia declinata e cucita su misura.

Il team di Stratega è a disposizione per analizzare e riprogettare la tua comunicazione
Per richiedere una consulenza preliminare gratuita:

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